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100 giorni di guerra: come affrontarne gli impatti sui mercati finanziari

Mercati finanziari: la situazione corrente

La guerra in Ucraina ha generato una situazione di forte volatilità del mercato finanziario. Lo scoppio del conflitto è arrivato in un momento storico molto difficile a livello globale in quanto la lotta alla pandemia da Covid19 non è ancora definitivamente terminata. Per questo motivo, fin da subito, alle preoccupazioni per l'instabilità globale e all'apprensione per il destino di intere popolazioni si sono sommate anche le forti incognite legate al mondo del risparmio e degli investimenti.
Come sempre accade in scenari di crisi economica o geopolitica, le borse di tutto il mondo hanno subito mostrato forte instabilità dei prezzi, generando panico tra gli investitori: nelle sole prime due settimane di guerra, le principali borse hanno registrato pesanti perdite, che hanno annullato il recupero cui avevamo assistito nei precedenti 6-8 mesi.
Inoltre, le sanzioni applicate dalla comunità internazionale a carico della Russia hanno portato a una forte impennata dei costi di energia e di diverse materie prime, colpendo privati e imprese.
La correzione dei mercati è stata anche essa instabile e incostante e a sua volta ha visto la borsa anche ritornare sui livelli pre-conflitto per poi riscendere. E questo è accaduto più volte nella storia: dal 1929 a Wall Street, fino alla Seconda guerra mondiale, dalla bolla di Internet alla Lehman Brothers, dalla guerra del Golfo a quella dei Balcani. In tutti questi casi, in non molto tempo (spesso meno di dodici mesi) le borse hanno sempre recuperato ampiamente le perdite. Il cosiddetto boom and bust cycle non è dunque una novità.

Come investire e proteggere i propri risparmi in tempi di crisi

Dal quadro delineato fin qui, emergono due macro-considerazioni: la prima è che in periodi di crisi e oscillazioni dei mercati vi sono diverse opportunità per investire in borsa aprendosi delle possibilità di posizionarsi sul mercato nel momento giusto; la seconda è che la paura scaturita dalle forti fluttuazioni del mercato azionario può portare a vendere immediatamente azioni o fondi azionari rinunciando per sempre a recuperare eventuali perdite.

Per evitare di intraprendere azioni impulsive e dettate dall’incertezza è bene conoscere alcuni dei tratti tipici dei mercati azionari in tempi di crisi.

  • La volatilità. I mercati azionari generalmente sono colpiti, soprattutto nel breve termine, da forti oscillazioni dei prezzi causate anche da mutamenti nel volume degli scambi. Queste oscillazioni, però, sono destinate a ridursi nel lungo periodo se le prospettive economiche si stabilizzano. Mantenere una visione ad ampio spettro può essere in questi casi un atteggiamento vincente per preservare il proprio portafoglio azionario.
  • L'illiquidità. Durante i repentini cambiamenti del mercato, tanti sono gli investitori che vendono i propri titoli, spinti da una minor propensione ad assumere rischi. Spesso però può risultare difficile liberarsi dei propri investimenti, se non al costo di accettare perdite significative o di dover aspettare molto tempo.
  • I beni rifugio. Investire nei cosiddetti safe heaven, potrebbe essere una soluzione per chi desidera una soluzione a basso fattore di rischio. I metalli preziosi, tra cui spicca l’oro, mantengono valore nel tempo e, nonostante anch’essi siano soggetti a variazioni in periodi di crisi, spesso si apprezzano soprattutto in momenti in cui si riaffaccia prepotente l’inflazione.

La diversificazione del portafoglio dei propri investimenti è senz’altro utile ad attutire gli effetti di una crisi, come quella generata dalla situazione corrente. Diversificare, tuttavia, non consente di evitare il cosiddetto rischio “sistemico'” ossia il rischio che dipende da fattori che influiscono sull'andamento generale del mercato e quindi di tutti i titoli scambiati. In generale, in caso di dubbi, è sempre meglio affidarsi ad un intermediario qualificato, in grado di dare il migliore supporto possibile.

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